Regolamento di tutela verde pubblico e privato

Modificato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 5 del 03/05/2010

TITOLO I – GENERALITÀ
art. 1 Finalità
art. 2 Ambito di applicazione
art. 3 Funzioni dell’Amministrazione pubblica

TITOLO II – VERDE VERTICALE (ALBERI ED ARBUSTI)
art. 4 Interventi di rilevante importanza su alberature pubbliche
art. 5 Norme da osservare in occasione di abbattimenti di alberi
art. 6 Scelta delle specie vegetali da mettere a dimora
art. 7 Accorgimenti da adottare nell’impianto di essenze arboree ed arbustive su territorio pubblico e privato
art. 8 Accorgimenti da seguire per la manutenzione di essenze vegetali
art. 9 Manutenzione di terreni incolti in ambito urbanizzato
art. 10 Interventi di scavo su terreno in prossimità di alberature
art.11 Controllo e cura delle malattie delle piante
art.12 Danneggiamenti di alberi ed arbusti su suolo pubblico

TITOLO III – VERDE PUBBLCIO ORIZZONTALE (AREE PRIVATE)

art. 13 Tutela delle aree prative

TITOLO IV – NORME DI CARATTERE GENERALE
art. 14 Attività consentite nelle aree di verde pubblico
art. 15 Sponsorizzazione
art. 16 Irrigazione del verde privato
art. 17 Condotta dei cani in aree a verde pubblico

TITOLO V– VERDE ED URBANISTICA
art. 18 Opere di urbanizzazione
art. 19 Edilizia privata

TITOLO VI – SANZIONI
art. 20 Sanzioni
art.21 Impiego risorse economiche derivanti dalle sanzioni
art.22 Indennizzi per danni arrecati al patrimonio arboreo e arbustivo pubblico e privato

TITOLO VII – DISPOSIZIONI FINALI
art. 23 Abrogazioni
art. 24Entrata in vigore

TITOLO I – Generalità

Art. 1

Finalità

  1. Il presente “REGOLAMENTO COMUNALE DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO” è finalizzato a disciplinare interventi sul verde, sia pubblico che privato, al fine di garantirne la protezione e la razionale gestione.
  2. Con il presente regolamento si intende inoltre disciplinare la tutela delle alberature urbane su proprietà privata nonché installazioni e piantagioni per la riqualificazione ambientale e funzionale del verde nell’ambito comunale, anche nel rispetto del Nuovo Codice della Strada e suo Regolamento di Esecuzione.

Art. 2

Ambito di applicazione

  1. Sono comprese nell’ambito di applicazione del presente regolamento:
    1. tutte le aree a verde, sia pubbliche che private, indipendentemente dalla loro ubicazione, esistenti nel territorio comunale;
    2. le alberature pubbliche e private interne ai centri abitati e non;
    3. le alberature a prevalente funzione ornamentale pertinenti ad edificazioni ubicate esternamente alle aree di cui ai punti precedenti, gli arbusti e le siepi, sia isolati che in assembramento.
  2. Non sono oggetto di tutela del presente Regolamento, indipendentemente dalla loro ubicazione:
    1. gli alberi da frutto, con esclusione di olivi, noci, ciliegi ed esemplari di rilievo;
    2. gli alberi costituenti colture arboree specializzate con finalità produttive;
    3. gli alberi facenti parte di formazioni forestali e non richiamati alla dimensione di superficie boscata o bosco;
    4. gli alberi ornamentali appartenenti a specie o varietà che, a piena maturità, non raggiungono una altezza di mt. 3 nel rispetto delle distanze previste dall’art 892 e seguenti del C.C.

Art. 3

Funzioni dell’Amministrazione pubblica

  1. L’Amministrazione Comunale garantisce, in economia o in appalto, la manutenzione e l’implementazione delle aree di verde pubblico e svolge ruolo d’indirizzo tecnico e di controllo per le aree private poste in ambito urbano. L’ufficio competente è il Settore Tecnico Manutentivo – Servizio Beni Vincolati, Decoro Urbano e Verde Pubblico.
  2. L’Amministrazione Comunale fornisce indirizzi, suggerimenti e linee attuative, anche al di fuori dei pareri da rendere obbligatoriamente ai sensi del presente regolamento, a chiunque li richieda, utili alla realizzazione e gestione del verde privato, nonché chiarimenti su quanto riportato nel presente Regolamento.
  3. Risultano pertanto compresi nell’ambito di applicazione del presente regolamento:
  • Esemplari arborei pubblici e privati insistenti sul territorio comunale;
  • Parchi e giardini comunali;
  • Aree verdi e giardini di pertinenza di strutture di servizio, scuole ed altri edifici pubblici con esclusione dei manti erbosi degli impianti sportivi per qualsiasi tipo di gioco e degli arredi verde all’interno delle relative pertinenze, in gestione alle società sportive di riferimento;
  • Aree verdi libere, con o senza attrezzature ludiche o per la sosta;
  • Verde di arredo (alberature stradali, aiuole, verde spartitraffico e comunque pertinente alla viabilità).
  • La vigilanza relativa all’applicazione del presente regolamento è affidata al Comando di Polizia Municipale del Comune di Grosseto che si avvarrà delle segnalazioni e del supporto del personale del servizio verde pubblico.

TITOLO II – VERDE VERTICALE (ALBERI ED ARBUSTI)

Art. 4

Interventi di rilevante importanza su alberature pubbliche

  1. L’Amministrazione Comunale ha il compito di garantire la sicurezza pubblica da pericoli di cedimento di alberi o di parti di essi. Pertanto è suo compito vigilare relativamente alla stabilità delle alberature.
  2. Interventi estesi di abbattimenti di alberature che si rendessero necessari, effettuati a cura dell’ Ufficio comunale competente, saranno comunicati preventivamente agli organi collegiali Comunali ed alla cittadinanza tramite vari canali di diffusione.
  3. L’abbattimento di alberi posti su suolo pubblico è inteso come un provvedimento a cui ricorrere solo nei casi in cui non siano possibili altre ragionevoli soluzioni di carattere tecnico – colturale o di opportunità, tese a preservarne integrità, salute, stabilità e valenza ornamentale.
  4. Al fine di preservare la consistenza del patrimonio a verde, ogni albero abbattuto dovrà essere numericamente sostituito con essenze della stessa specie o di specie diversa, da collocare in aree a verde pubblico, viali ecc., anche in zone diverse da quelle di espianto, nel corso della stagione di impianto utile immediatamente successiva all’abbattimento.
  5. Gli abbattimenti si riterranno necessari ed inevitabili nei seguenti casi:
    • stati di conclamata instabilità derivante da fattori meccanici o biologici, con esistente pericolo per la pubblica pericolosità;
    • presenza di alberature od essenze arbustivi in luoghi e posizioni non compatibili con la sicurezza pubblica con le prescrizioni del Codice della strada;
    • affezione da fitopatie non sanabili con procedure fitoiatriche, che presentino caratteri di epidemicità tale da compromettere la salute anche di altre piante;
    • condizioni generali precarie, legate all’ età ed al declino vegetativo;
    • provocazione di danni non sostenibili al patrimonio pubblico e privato;
    • insistenza su aree soggette ad opere di pubblica utilità non altrimenti realizzabili.

Art. 5

Norme da osservare in occasione di abbattimenti di alberi

  1. Durante le operazioni di abbattimento di alberi posti sul territorio pubblico, gli operatori, sia essi dipendenti diretti dell’Amministrazione Comunale, che delle ditte che lavorino in appalto, dovranno osservare ogni provvedimento e norma al fine di :
    • prevenire ogni tipo di incidente nell’area interessata ai lavori;
    • evitare o limitare quanto più possibile il prodursi di danni eventuali a manufatti e beni di proprietà privata presenti nell’ambito di intervento ;
    • garantire, nei limiti del possibile la fluida circolazione del traffico veicolare e pedonale; a tal fine dovranno essere date le necessarie comunicazioni al Comando di Polizia Municipale e dovrà essere apposta idonea segnaletica e strutture di protezione, nel rispetto della normativa vigente;
    • adottare ogni provvedimento al fine di ridurre al massimo i rischi di trasmissione di fitopatie aventi carattere epidemico, con l’adozione delle opportune misure e accorgimenti tecnici previsti dalle vigenti normative in materia.
  2. In caso di abbattimenti eseguiti dalle ditte in appalto, ulteriori prescrizioni ed accorgimenti da osservare verranno specificati nei relativi capitolati speciali .
  3. Tali norme sono estensibili anche nei confronti dei privati i quali, per effettuare le citate operazioni, dovranno avvalersi di operatori specializzati nel settore, affinché i lavori siano eseguiti a perfetta regola d’arte.

Art. 6

Scelta delle specie vegetali da mettere a dimora

A) AMBITO PUBBLICO

  1. Su territorio pubblico, la scelta delle specie vegetali da impiegare dovrà tenere presenti i seguenti elementi:
    • il sito di intervento (contesto urbanistico, presenza di manufatti e sotto servizi, spazi vitali disponibili) ;
    • la distanza fra le alberature da prevedere e le costruzioni limitrofe e le sedi stradali;
    • la robustezza dell’apparato legnoso;
    • la non aggressività dell’apparato radicale;
    • la possibilità di garantire una sufficiente pubblica illuminazione;
    • la facilità di manutenzione;
    • la resistenza a malattie;
    • la compatibilità pedo-climatica con l’area da impiantare ;
    • il rispetto dei connotati paesaggistici naturali, propri della zona, a cui dovrà essere sempre fatto riferimento;
    • il valore estetico;
    • il rispetto della biodiversità in ambito urbano.

B) AMBITO PRIVATO

  1. Per quanto attiene agli impianti effettuati in proprietà private, l’Amministrazione Comunale fornisce a richiesta, attraverso i propri tecnici, indirizzi e suggerimenti riguardante la realizzazione di nuovi impianti.
  2. Ai fini di un corretto utilizzo di specie vegetali su territorio privato, valgono gli stessi indirizzi sopra indicati, tenendo ulteriore conto dei dettami previsti dal Codice Civile, nei rapporti fra privati confinanti o pertinenze pubbliche.

Art. 7

Accorgimenti da adottare nell’impianto di essenze arboree ed abusive

su aree pubbliche e private

A) DISTANZE DI IMPIANTO

  1. In materia di distanze minime d’impianto dovranno applicarsi tutte le norme vigenti in materia e in particolare quanto disposto dai D.Lgs 285/92 e. D.P.R 495/92 e successive modificazioni come da artt. 892 e 893 del Codice Civile.
  2. Fatto salvo quanto previsto al comma 1 e le distante minime previste dalle ivi citate norme, per la realizzazione di nuove aree a verde o alberature urbane sono comunque indicati i seguenti valori orientativi:
    • per specie con altezza della pianta da adulto di m 20 e oltre, distanza di piantagione di m 12;
    • per specie con altezza della pianta da adulto di m 16, distanza di piantagione di m 10;
    • per specie con altezza della pianta da adulto di m 12, distanza di piantagione di m 8;
    • per specie con altezza della pianta da adulto di m 6 e inferiore, distanza di piantagione di m 4.
  3. Nel caso d’impianto in prossimità di edifici, la distanza dal fronte dell’edificio è data dalla metà dei valori indicati in rapporto alla dimensione delle piante.
  4. Nel caso di impianto in prossimità di attrezzature tecniche verticali (pali di illuminazione, cartellonistica, segnaletica ecc.) è necessario che la sagoma dell’attrezzatura non invada lo spazio di pertinenza della chioma da adulta.
  5. In caso di messa a dimora su aree con pavimentazioni impermeabili, alla base degli alberi dovrà essere conservato uno spazio di terreno sufficientemente ampio, convenientemente delimitato dalla circostante pavimentazione, tale da consentire la corretta espansione dell’apparato radicale e dei tronchi, lo scambio gassoso , la penetrazione delle acque ed impedire deformazioni e sconnessione ai pavimenti. Tale spazio, denominato “tornello” dovrà avere le dimensioni minime di cm. 100×100, fino a cm. 200×200, a seconda della specie vegetale interessata.
  6. Nel caso di piantagioni su suolo soggetto a transito veicolare o pedonale a ridosso delle piante, i tornelli delle piante dovranno essere colmati con materiale arido sciolto o con appositi manufatti grigliati, posati in modo complanare alla pavimentazione, tale da garantire la percorribilità delle aree, non arrecare ostacolo ed inciampo e consentire la permeabilità del suolo. I tronchi dovranno essere adeguatamente protetti da urti e danneggiamenti vari con strutture lignee o metalliche.

B) AREA DI PERTINEZA DELLE ALBERATURE

  1. Ai fini della tutela delle alberature pubbliche, entro l’area di pertinenza degli alberi viene di norma vietata ogni attività che arrechi danno al loro sviluppo e alla loro vitalità.
  2. Viene definita “ area di pertinenza “ di un albero quella superficie di forma circolare avente per centro il fusto della pianta e di diametro :
    1. doppio a quello massimo della chioma nel caso di alberi di specie o varietà a portamento colonnare o fastigiato (cipresso, pioppo cipressino, carpino piramidale, ecc.)
    2. uguale a quello massimo della chioma per alberi di specie o varietà a portamento globoso ( leccio, robinie, tiglio, ecc. ) o comunque più espanso di quello precedente.

C ) NUOVI IMPIANTI

  1. Valgono tutti gli accorgimenti e indirizzi contenuti nel citato art. 6

Art. 8

Accorgimenti da seguire per la manutenzione di essenze vegetali

A) POTATURE

  1. Gli interventi di potatura debbono essere mirati a risanare, a contenere o a riformare le chiome degli alberi e degli arbusti, senza comprometterne l’assetto, la stabilità e lo sviluppo futuro.
  2. Quanto sopra salvo casi particolari di capitozzatura, intesa come intervento, normalmente da evitare, ma ammesso in situazioni da valutare singolarmente, comprendente il taglio operato all’inserzione con il fusto o con rami di ordine superiore e rispettando il collare e l’integrità delle barriere difensive naturali; tale intervento è mirato all’accorciamento od all’eliminazione di branche (rami di età superiore ai 2 anni) di diametro massimo di cm 8 (otto), avendo cura di rilasciare in prossimità delle superfici di taglio un ramo di ordine inferiore con funzione di “tira linfa”. Tale attività, legata alla biologia di alcune specie vegetali, non deve essere effettuate nel periodo di nidificazione attiva degli uccelli.
  3. Gli interventi di potatura possono così sintetizzarsi:
    • potatura di rimonda: intervento di taglio operato all’inserzione con ramo di ordine superiore e rispettando il collare e l’integrità delle barriere difensive naturali, mirato all’asportazione dei rami secchi mutilati o malati, dei succhioni e dei polloni nonché dei giovani germogli sviluppatisi lungo gli assi legnosi.
    • potatura di contenimento o di ritorno: intervento di taglio operato all’inserzione di ramo di ordine inferiore, rispettando il collare e l’integrità delle barriere difensive naturali, mirato al contenimento della branca con la sua cimatura, da effettuare in prossimità di un ramo laterale, utile a ristabilire la dominanza apicale ed a formare una nuova cima più bassa della precedente.
    • scapitozzatura: intervento normalmente da evitare, ammesso solo in casi particolari da valutare singolarmente, comprendente il taglio operato all’inserzione con il fusto o con rami di ordine superiore, nel rispetto del collare e dell’integrità delle barriere difensive naturali, mirato all’accorciamento od all’eliminazione di branche (rami di età superiore ai 2 anni) di diametro massimo di cm 8 (otto), avendo cura di rilasciare in prossimità delle superfici di taglio un ramo di ordine inferiore con funzione di “tira-linfa”.
      La capitozzatura non dovrà mai essere effettuata su conifere a portamento monopodiale, eccezion fatta per quelle costituenti siepi da tenere a forma. L’intervento di cimatura potrà essere applicato solo su piante ad alta resistenza ai tagli e comunque previa autorizzazione rilasciata dal Servizio competente.
    • potatura di risanamento o di riforma o di bonifica: intervento di taglio operato rispettando il collare e l’integrità delle barriere difensive naturali, mirato al ripristino dell’ordine fillotassico e alla distribuzione ordinata di ramificazione portante ad ordine scalare, su cui favorire l’inserimento di impalcature laterali adeguatamente distanziate ed il rilascio di ramificazione di ordine inferiore.
    • potatura di allevamento: intervento di taglio operato rispettando il collare e l’integrità delle barriere difensive naturali, applicato nei primi anni di vita della pianta, mirato al graduale innalzamento dell’altezza d’inserzione della chioma sul fusto od alla semplice rimonda od alla realizzazione di forme obbligate tramite cimatura.
    • potatura d’impianto: intervento di taglio operato rispettando il collare e l’integrità delle barriere difensive naturali, mirato ad equilibrare la superficie della chioma a quella dell’apparato radicale tramite applicazioni di potatura di rimonda, di potatura di allevamento e di ritorno, all’atto della messa a dimora.
    • potatura su palmizi: intervento di taglio operato rispettando l’integrità delle barriere difensive naturali, mirato all’asportazione di eventuali rampicanti lungo lo stipite ed alla ripulitura della chioma tramite asportazione dei vecchi residui delle foglie, taglio delle foglie secche delle vecchie infiorescenze e spate, taglio di foglie verdi con rilascio di tacche refilate e di lunghezza definita, mantenimento delle nuove infiorescenze e dei giovani caschi di datteri; comunque, è fatto divieto di eccessivo taglio delle foglie, con conseguente rilascio di “ciuffo apicale”, e della scorticatura dello stipite.
  4. Le operazioni di potatura dovranno essere effettuate nei seguenti periodi:
    • per le specie decidue, nel solo periodo autunno/inverno (1 novembre – 15 marzo);
    • per le specie sempreverdi, nei soli periodi di riposo vegetativo (15 dicembre – 28 febbraio, 15 luglio – 20 agosto);
    • per i lecci in un periodo compreso tra 1 aprile e 15 giugno;
    • per i palmizi in un periodo indicato tra marzo e settembre;
    • per tutte le specie, relativamente alle parti morte, tutto l’anno.
  5. Le predette operazioni sono eseguibili tramite ausilio di piattaforma idraulica od autoscala, di scale, o tramite l’impiego di tecnica di risalita in arrampicata libera, nel rispetto delle vigenti norme in materia di sicurezza, avendo cura di non arrecare danni alle piante od a parti di esse e senza l’utilizzo dei ramponi, salvo casi da valutare specificatamente; gli attrezzi da taglio impiegati, nel passare ad interventi su altre piante, devono essere accuratamente disinfettati con sali quaternari di ammonio al 4%. E’ comunque fatto obbligo dell’applicazione delle misure di prevenzione indicate a termine di legge.
  6. Quanto indicato è valido sia per vegetali posti sul territorio pubblico che privato. Per quanto riguarda gli ambiti privati, le operazioni di potatura, salvo i casi espressamente indicati al punto 3, oltre all’abbattimento completo dell’albero, non necessitano di autorizzazioni da parte dell’ Amministrazione Comunale.

B) ABBATTIMENTI DI ALBERATURE PRIVATE.

  1. Ferme restando le indicazioni contenute nel precedente art. 5, gli abbattimenti sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal Servizio verde pubblico, dietro presentazione di specifica domanda, nella quale siano evidenziati:
    • le generalità ed il recapito telefonico del proprietario o suo delegato;
    • l’ubicazione di intervento;
    • il numero e le specie delle piante da abbattere;
    • le motivazioni dell’abbattimento;
    • fotografie della/e pianta/e da abbattere;
  2. Salvo casi particolari ed espressamente indicati, gli alberi abbattuti debbono essere sostituiti secondo le prescrizioni contenute nell’autorizzazione all’ abbattimento.
  3. Nei casi di richiesta di concessioni edilizie che comportino l’abbattimento di alberi, sarà cura del Servizio verde pubblico verificare che il richiedente provveda al miglioramento o comunque al ripristino della parte a verde soggetta a manomissione.
  4. Alla domanda di abbattimento presentata seguirà un sopraluogo di verifica e di indirizzo eseguito da parte di tecnici dell’Amministrazione Comunale, dietro corresponsione di un contributo di € 30,00 (trenta/00) da effettuarsi tramite versamento su bollettino di C\C n. 118588 intestato all’ Amministrazione Comunale con causale di versamento: Domanda di abbattimento alberature.
  5. In seguito al sopraluogo l’Amministrazione Comunale si riserva la facoltà di concedere o meno l’abbattimento richiesto, in base a tutti gli elementi di fatto e di opportunità raccolti. Elemento essenziale di valutazione sarà comunque la motivazione dichiarata dal richiedente che, qualora consista in considerazioni non verificabili direttamente a vista dall’ufficio, sarà considerata auto dichiarazione della quale il richiedente si assumerà la totale responsabilità riguardo alla veridicità delle considerazioni contenute.
  6. L’ eventuale nulla osta ha validità di anni uno dalla data di rilascio.
  7. Gli interventi di trapianto o di sostituzione sono assoggettati ad autorizzazione del competente ufficio, il quale consiglierà ai cittadini le specie idonee, conformi alla conservazione del paesaggio, privilegiando di norma le specie autoctone e quelle a cui è riconoscibile, dal punto di vista fito-geografico e storico-botanico, un lungo indigenato ed un ruolo ornamentale legato alla tradizione locale.
  8. Al fine di ridurre al minimo i rischi di moria da trapianto occorre preparare l’esemplare arboreo e arbustivo con specifici accorgimenti tecnici, tra i quali:
    1. la preparazione della pianta dovrà iniziare nella stagione prima del trapianto, effettuando attorno al tronco lo scavo di una zolla circolare proporzionata allo sviluppo della pianta e alle esigenze della specie.
    2. lo scavo andrà riempito con terriccio leggero in modo di permettere all’apparato radicale di sviluppare radici attive in prossimità del tronco che rimarranno incluse nella zolla da estirpare.
    3. il trapianto dovrà essere effettuato nel rispetto del ciclo biologico della pianta e durante la fase di riposo vegetativo, cercando di mantenere, nella messa a dimora, l’orientamento solare originario; nel caso di palmizi, il periodo consentito per il trapianto sarà quello compreso tra i mesi di giugno – agosto.
    4. la chioma delle piante, prima dell’estirpazione, deve leggermente essere ridotta, così come l’apparato radicale; la chioma rimasta deve essere irrorata da sostanze antitraspiranti in formulati commerciali.
    5. dopo il trapianto sarà necessario utilizzare protezioni contro l’eccessiva insolazione, come la copertura del fusto con telo di juta, da rimuovere nella primavera successiva all’epoca di trapianto.
  1. Gli interventi di ancoraggio e di riqualificazione degli apparati radicali dovranno essere eseguiti previa autorizzazione e secondo le prescrizioni tecniche dettate dal competente ufficio.
  2. Nei casi in cui l’area su cui viene richiesto l’abbattimento sia assoggettata a vincoli idrogeologici o di altra natura, il richiedente dovrà presentare analoga domanda ai rispettivi organi tutori (Amministrazione Provinciale, Soprintendenza ai beni Archeologici o culturali, ecc).
  3. Ogni abbattimento si riterrà autorizzato solo dietro acquisizione di tutti i nulla osta espressi dagli organi competenti, i quali dovranno avere raggiunto tutti esito favorevole. In caso di discordanza o carenza anche di un solo parere, l’abbattimento si intende non autorizzato.

Art. 9

Manutenzione di terreni incolti in ambito urbanizzato

  1. Si definisce terreno incolto in ambito urbanizzato quell’area, di qualsiasi dimensione e giacitura, che non sia soggetta a coltivazioni od altre attività agricole ricorrenti, a sistemazioni agrarie di qualsiasi genere, per le quali la vegetazione spontanea non sia soggetta a manutenzioni programmate e controlli.
  2. Rientrano inoltre nella definizione di terreno incolto:

– le aree limitrofe ad insediamenti residenziali e non, anche lungo un solo lato degli stessi;

– le aree comprese tra zone residenziali e non prospicienti, a margine di viabilità in uso;

– le aree ubicate in zone urbanizzate;

– le aree ubicate comunque in quei contesti urbani ove è ricorrente la frequentazione e interazione dei cittadini.

  1. I proprietari, tutori o fruitori a qualsiasi titolo di terreni incolti di cui sopra o maggesi, rientranti in ambiti con qualsiasi destinazione urbanistica, sui quali anche altri soggetti privati abbiano qualsiasi titolo d’uso, che siano ubicati in ambito urbanizzato, sono tenuti ad assoggettare tali terreni, anche se recintati, agli standard qualitativi del verde pubblico ed alle relative prescrizioni che ne regolano la manutenzione, in particolare riferimento al controllo delle essenze vegetali ed alla pulizia delle aree.
  2. In particolare, i proprietari, tutori o fruitori a qualsiasi titolo dei terreni come sopra descritti, devono provvedere ad impedire lo sviluppo di erbe che non superino mai l’altezza di cm. 30, in qualsiasi periodo dell’anno.
  3. Dovrà essere inoltre operato un accurato controllo su arbusti ed alberi infestanti, con sviluppo spontaneo, attraverso la loro eradicazione e/o potatura.
  4. Quanto sopra al fine di garantire il pubblico decoro e l’igiene urbana, evitare il proliferare di animali sgraditi e scongiurare il pericolo di incendi.

Art. 10

Interventi di scavo su terreno in prossimità di alberature

  1. Le operazioni di scavo od altre manomissioni del suolo in prossimità di alberi sono regolamentate da specifico disciplinare emesso dall’Amministrazione Comunale e pertanto ad esso assoggettate.
  2. Resta comunque inteso che gli interventi di scavo nelle vicinanze di alberature dovranno essere sempre eseguiti con garanzia di integrità, della salute e della stabilità delle piante.

Art. 11

Controllo e cura delle malattie delle piante

  1. Chiunque sia in possesso di essenze vegetali in ambito urbano è tenuto obbligatoriamente al controllo costante dello stato fitosanitario delle stesse, al fine di evitare pericolose diffusioni epidemiche di malattie o di parassiti vegetali ed animali. In tale evenienza dovranno essere adottati con urgenza i provvedimenti necessari, secondo quanto previsto dall’art. 500 del Codice Penale, e dovranno essere portati a conoscenza delle patologie e dei provvedimenti intrapresi sia i preposti uffici comunali che quelli sanitari.
  2. Sono fatte salve le misure di profilassi contenute nei dispositivi legislativi per interventi in materia fitosanitaria, a cui tutti devono attendere per il conseguimento della conservazione in buono stato vegetativo delle superfici verdi, in special modo dovranno essere osservate le disposizioni contenute nel D.M. 17/04/98 in materia di lotta contro la Processionaria del Pino (Traumatocampa pityocampa Den. et Schiff.) e del Cancro Colorato del Platano (Ceratocystis fimbriata Ell. et Halsted f.sp. platani Walter), nel programma di salvaguardia fitosanitaria del patrimonio forestale della Toscana (Del. G.R. n. 10 del 12/01/1998) con lo specifico riferimento al Cancro del Cipresso (Seiridium cardinale (Wag.) Sutton & Gibson), nel D.M. del 27/03/96 in materia di lotta al colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora (Burrill) Wins.) Inoltre, data la pericolosità riconosciuta dalla comunità scientifica, sono fatte salve le disposizione riportate dalle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale in materia di lotta contro la Metcalfa pruinosa (Say), Cameraria Oridella, Processionaria delle Querce (Traumatocampa quercifolia) e Limantria dispar e sulle disposizioni contenute nel D.M. del 22/12/93 in merito all’accompagnamento del passaporto C.E. per quelle piante da utilizzare nei nuovi impianti a verde urbano sul territorio comunale. Per quanto concerne i metodi di lotta e sull’uso dei presidi sanitari e medico chirurgici, valgono le disposizioni contenute in D.lgs. 194/95, D.P.R. n. 1255/68 e D.P.R.. n. 223/88, in materia di igiene il D.lgs. n. 389/97 (Decreto Ronchi bis).
  3. La cura delle patologie rilevate o la loro prevenzione deve avvenire con fitofarmaci od altre procedure approvate dalla competente Azienda Sanitaria Locale e dovrà essere adottato ogni procedimento atto alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’igiene ambientale. Dovranno essere evitati rilasci di prodotti tossici nel terreno e nell’atmosfera per cui a tal fine si suggerisce l’effettuazione, qualora possibile, principalmente di trattamenti endoterapici per iniezioni interna.
  4. In merito all’identificazione ed alla valutazione della stabilità degli alberi “a rischio statico”, sia di proprietà pubblica che privata, queste saranno effettuate dall’Amministrazione Comunale tramite il servizio interno di competenza od attraverso l’adffidamento del servizio a strutture e/o professionisti abilitati. Tale indagine potrà essere espletata mediante l’applicazione del metodo V.T.A (Visual Tree Assesment), elaborato nel 1990 dall’Università di Karlsruhe; l’analisi sarà effettuata in una prima fase di individuazione visiva dei sintomi e di anomalie esterne manifestate dalle piante, con conseguente relativa schedatura, ed in una seconda fase, operata solo sui soggetti ritenuti critici durante le verifiche svolte nella prima; tali verifiche saranno effettuate tramite l’utilizzo di tre diverse misurazioni strumentali a confronto. Queste misurazioni dovranno individuare la presenza di cavità od aree di legno in degradazione (Martello Elettronico), la resistenza alla penetrazione del legno (Resistografo) nonchè la resistenza a rottura di campioni di legno estratti dalla pianta (Frattometro). Si potrà in tal modo stimare il grado di alterazione del legno ed il coefficiente naturale di resistenza della pianta. Il competente ufficio effettuerà il controllo a vista “in altezza” solo in quei casi che richiedano un controllo minuzioso delle chiome, come ad esempio in presenza di vistose alterazioni manifestate da fogliame e rami secchi, basandosi invece di norma sul controllo a vista eseguito “da terra”. Una volta appurata la pericolosità delle piante secondo la procedura indicata o verificata l’affezione a carico di esse da parte di malattie conclamate ed epidemiche, per le quali non possa essere adottato altro rimedio curativo, il servizio competente potrà obbligare qualsiasi soggetto all’abbattimento di quelle piante valutate a rischio statico e fitosanitario. In caso di rifiuto dell’abbattimento od omissione, lo stesso verrà effettuato da parte dell’amministrazione Comunale, tramite i propri addetti od a mezzo di imprese appositamente incaricate, sotto l’assistenza tecnica del personale del competente ufficio. In tale caso ogni spesa necessaria per l’esecuzione dell’intervento sarà addebitata al soggetto od alla proprietà richiedente, sulla base dell’elenco prezzi in uso e delle fatture prodotte dalle ditte esecutrici.
  5. Non dovranno essere introdotte specie vegetali particolarmente suscettibili alla diffusione di specifiche fitopatie od alla proliferazione di insetti parassiti (pinus radiata, cupressus arizonica, platanus orientalis ecc.)

Art. 12

Danneggiamenti di alberi ed arbusti su suolo pubblico

  1. Tutte le forme vegetali necessitano di tutela e rispetto per garantirne il corretto sviluppo e le proprietà ornamentali e funzionali. E’ vietata pertanto ogni pratica, intervento od aggressione che possa arrecare danno alle piante. In particolare è fatto divieto a chiunque di:
    1. depositare o versare sali, acidi, basi idrocarburi, o comunque sostanze fitotossiche classificate come tali nei pressi degli apparati radicali delle alberature ed accendere fuochi nelle aree di pertinenza delle piante.
    2. effettuare nelle aree di pertinenza delle piante ricarichi superficiali di terreno o qualsiasi materiale putrescebile od impermeabilizzante.
    3. impermeabilizzare con pavimentazioni, compattare con mezzi meccanici o depositi di materiale, inquinare con scarichi o discariche il suolo relativo all’area di pertinenza delle piante.
    4. affiggere direttamente alle alberature di proprietà pubblica, con chiodi o materiale di altro tipo, cartelli, manifesti ed altre strutture di qualsiasi genere, indipendentemente dalla loro ubicazione.
    5. asportare terriccio dalle aree di pertinenza degli alberi od eseguire scavi, se non in caso di esecuzione di lavori che dovranno essere comunicati all’ufficio competente ed essere eseguiti nelle modalità di cui all’art. 10 del presente regolamento.
    6. realizzare nuovi impianti di illuminazione, pubblica e privata, anche se provvisori, che producano calore tale da danneggiare le chiome delle alberature.
    7. provocare la combustione di sostanze di qualsiasi natura all’interno delle aree di pertinenza delle alberature.
  2. Chiunque cagioni danno ad una pianta od arbusto di proprietà comunale è tenuto a rifondere all’Amministrazione Comunale una somma pari al valore del danno calcolato in base a quanto previsto dall’art.22 del presente regolamento.

TITOLO III – Verde pubblico orizzontale (aree prative)

Art. 13

Tutela delle aree prative

  1. Le superfici prative del verde pubblico dovranno essere mantenute nella loro integrità, funzionalità ed aspetto estetico. Il loro utilizzo da parte degli utenti dovrà essere improntato al massimo rispetto delle stesse e degli eventuali apparati di irrigazione presenti.
  2. E’ fatto pertanto divieto di alterare, manomettere, danneggiare le superfici a verde, nonché l’uso improprio, l’imbrattamento ed il danneggiamento di strutture ed arredi complementari.
  3. Eventuali interventi improrogabilmente necessari, ma suscettibili di modificare lo stato generale delle aree, che dovessero arrecare guasti ad aree prative e alle loro infrastrutture, dovranno essere espressamente autorizzati dal competente Ufficio comunale, secondo i criteri e le prescrizioni contenute nel disciplinare per interventi di manomissione del suolo pubblico e, in caso di lavori affidati in appalto, dai relativi capitolati speciali.
  4. Nel caso in cui soggetti privati dovessero intraprendere iniziative, manifestazioni, feste, sagre od altri eventi riguardanti aree a verde pubblico, le stesse, in modo complementare ad altre autorizzazioni, dovranno essere espressamente e preventivamente autorizzate dal Servizio Verde Pubblico comunale, che impartirà le opportune prescrizioni e ne controllerà l’esecuzione.

TITOLO IV – Norme di carattere generale

Art. 14

Attività consentite nelle aree di verde pubblico

  1. Tutte le aree di verde pubblico devono essere disponibili ai cittadini per le attività varie anche in base al grado di attrezzatura ed arredo delle aree stesse.
  2. Tutti i frequentatori di tali aree sono responsabili dei danni di ogni genere causati, anche da animali o persone ad essi in custodia. Nelle suddette aree è vietata ogni forma di campeggio, bivacco e/o pernottamento cosiccome accendere fuochi per ogni scopo.
  3. E’ vietato ad ognuno alterare lo stato dei luoghi, sia dell’assetto vegetazionale verde pubblico che degli arredi ivi presenti.
  4. E’ vietato introdurre in modo permanente arredi personali (cesti, sedie, panchine, tavolini, ecc….); è vietato altresì mettere a dimora essenze vegetali senza previa autorizzazione del competente servizio dell’Amministrazione Comunale.
  5. Alle aree di verde pubblico sono vietati l’accesso, la circolazione e la sosta con qualsiasi tipo di veicoli a motore, salvo i veicoli necessari al movimento delle persone diversamente abili ed ai veicoli autorizzati.

Art. 15

Sponsorizzazione di aree verdi

  1. Al fine di consentire a privati (persone fisiche o giuridiche) il mantenimento e/od il miglioramento di alcune aree di verde pubblico, l’Amministrazione Comunale ha la facoltà di stipulare contratti di sponsorizzazione, per quanto previsto all’art.26 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i., il Regolamento Comunale relativo alle sponsorizzazioni approvato con Delibera di Consiglio Comunale n.5 del 21/01/2010 ed ad altra normativa vigente.

Art. 16

Irrigazione del verde privato

  1. E’ vietato l’utilizzo dell’acqua potabile per l’irrigazione delle aree a verde, per la pulizia di aree esterne e per qualsiasi altro uso non potabile. Nel caso di utilizzo di impianti privati e pubblici di acqua non potabile per l’irrigazione delle proprie aree a verde, l’impiego delle acque dovrà essere improntato alla corretta gestione del patrimonio idrico, evitando nel modo più assoluto sprechi e somministrazioni sovrabbondanti le quali, non determinando alcun vantaggio per il mantenimento del verde, impoveriscono le risorse idriche. Ulteriori e più dettagliate regolamentazioni circa l’utilizzo di acque irrigue, saranno contenute in eventuale apposito regolamento approvato dall’Amministrazione Comunale.

Art. 17

Condotta dei cani in aree a verde pubblico

  1. I proprietari e i conduttori dei cani hanno l’obbligo di rimuovere le deiezioni dei loro animali nelle aree destinate a verde pubblico, utilizzando idonea attrezzatura (paletta e sacchetto o sacchetto monouso o altro contenitore a tenuta stagna per la raccolta delle feci ). A tal fine i proprietari ed i conduttori dei cani devono risultare in possesso di tale attrezzatura in ogni momento ed in ogni luogo in caso di controllo.
  2. E’ fatto divieto di condurre i cani nelle aree provviste di specifica segnaletica di divieto e comunque in aree ospedaliere, scolastiche e all’interno dei parchi gioco. Lungo i percorsi delle Mura Medicee e negli altri parchi pubblici della città e delle frazioni i cani potranno essere condotti solo al guinzaglio.

TITOLO V – Verde ed urbanistica

Art. 18

Opere di urbanizzazione

  1. Nell’ambito della progettazione di opere di urbanizzazione, sia pubbliche che convenzionate con attuazione da parte dei soggetti privati, all’interno delle quali sia prevista la realizzazione di aree di verde pubblico da cedere comunque all’amministrazione comunale, anche di alberature od arredi a verde lungo viali o piazze, prima del rilascio del parere da parte dell’ufficio competente e/o dell’approvazione definitiva dei relativi progetti, dovrà essere richiesto l’esame preventivo da parte dell’ufficio competente per il verde urbano, il quale indicherà eventuali modifiche a quanto già previsto in progetto e fornirà indicazioni per la sua redazione. Tale parere dovrà essere allegato a far parte dell’istruttoria finale su ogni singolo progetto.
  2. L’ufficio competente per il verde urbano è chiamato inoltre ad esprimere presa d’atto dell’avvenuta realizzazione dei lavori sulla base delle proprie indicazioni come da progetto approvato, per la parte relativa al verde, nel corso dei collaudi, sia provvisori che definitivi delle opere di urbanizzazione, qualora sia con esse realizzato l’arredo a verde di aree ivi presenti.

Art. 19

Edilizia privata

  1. I progetti per la realizzazione di opere edili che includano anche aree destinate a verde, dovranno essere corredati in sede di presentazione anche di un progetto di sistemazione di parchi, giardini, aiuole, alberature ecc., redatto in scala di agevole visibilità (minimo 1:500) e nel quale siano facilmente identificabili le localizzazioni delle piante esistenti e di nuovo impianto, la loro nomenclatura e la loro posizione nell’ambito delle aree. I progetti suddetti, qualora di particolare rilevanza e consistenza, potranno essere sottoposti ad esame preventivo del competente ufficio per il verde urbano, le cui eventuali prescrizioni saranno vincolanti ai fini del rilascio del permesso a costruire od altro atto sostitutivo.

TITOLO VI – Sanzioni

Art. 20

Sanzioni

  1. La violazione delle norme e prescrizioni contenute nel presente regolamento comporta, ai sensi dell’art.7 bis del D.Lgs.267/2000 e s.m.i., l’applicazione di sanzione amministrativa pecuniaria da € 25 ad € 500, che sarà irrogata dagli organi competenti dell’amministrazione comunale, salva l’applicazione della legge specifica quando il fatto costituisca più grave illecito.
  2. Con separato provvedimento adottato ai sensi dell’art.16, comma 2, della Legge 24 novembre 1981 n. 689, la Giunta Comunale stabilisce l’importo del pagamento della sanzione amministrativa in misura ridotta in relazione ad ogni violazione prevista dal presente regolamento.
  3. La sanzione amministrativa si applica indipendentemente da ogni altra forma di responsabilità a carico del trasgressore e degli eventuali obbligati in solido.

Art. 21

Impiego risorse economiche derivanti dalle sanzioni

  1. Le somme derivanti dal pagamento delle sanzioni o oblazioni comminate sulla base del presente regolamento saranno introitate in apposito TITOLO di entrata e destinate agli interventi manutentivi del verde pubblico.

Art. 22

Indennizzi per danni arrecati al patrimonio arboreo e arbustivo pubblico e privato

  1. Chiunque arrechi danno ad esemplari arborei od arbustivi in violazione delle norme contenute nel presente regolamento è tenuto alla rimessa in pristino a proprie spesse del danno prodotto.
  2. I ripristini dovranno essere concordati con il personale tecnico del servizio verde pubblico dell’amministrazione comunale.
  3. Nel caso di mancata riduzione in pristino degli esemplari arborei od arbustivi abbattuti il trasgressore e gli eventuali obbligati in solido sono obbligati al pagamento di un indennizzo determinato sulla base delle seguenti modalità.

DETERMINAZIONE INDENNIZZI PER DANNI AL PATRIMONIO ARBOREO E ARBUSTIVO

La stima economica del valore ornamentale V dell’essenza arborea e/o arbustiva per la quale si debba determinare un indennizzo, in conseguenza della mancata riduzione in pristino, dovrà avvenire sulla base dei parametri di cui di seguito:

Valore da indennizzare V = (a x b x c x d)

Laddove:

a = prezzo sulla base del listino ASSOVERDE per esemplari di circonferenza media di cm. 14/18;

b = coefficiente secondo la dimensione

c = coefficiente secondo lo stato vegetativo e fitosanitario

d = coefficiente in base al valore estetico, storico e botanico

Parametro b:

DIAMETRO DEL TRONCOCOEFFICIENTE
Da 5 a 10 cm1
Da 10 a 20cm.2
Da 20 a 30 cm.4
Da 30 a 40 cm.8
Da 40 a 50 cm.15
Oltre 50 cm.20

Parametro c:

STATO VEGETATIVO E FITOSANITARIOCOEFFICIENTE
Pianta morente0,10
Pianta pericolante o malata irreversibile0,20
Pianta instabile0,40
Pianta stabile ma con difetti strutturali0,50
Pianta stabile ma con fitopatie in atto0,70
Pianta stabile e sana1

Parametro d:

CARATTERISTICHECOEFFICIENTE
Pianta di rilievo storico (sopra i 100 anni)4
Pianta di rilievo ornamentale2
Pianta di rilievo botanico2
Esemplare ordinario1

DANNI REVERSIBILI

I danni arrecati ad alberi ed arbusti che non ne compromettano in maniera definitiva la stabilità ed il valore, saranno valutati singolarmente in base al grado di compromissione della pianta interessata.

TITOLO VII – Disposizioni finali

Art. 23

Abrogazioni

E’ abrogata, dall’entrata in vigore del presente regolamento, ogni disposizione da questo stesso difforme e contenuta nel regolamento già approvato con Delibera di Consiglio del 31/03/2003 n.38 resa eseguibile dal 25/04/2003.

Art. 24

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il sedicesimo giorno successivo dalla data di pubblicazione della delibera di approvazione dello stesso.

Delibera di Consiglio 5 2010