Biblioteca comunale Chelliana

*La CHELLIANA*
La biblioteca comunale Chelliana prende il nome dal canonico Giovanni Chelli, che spinto da grande spirito di intraprendenza e da una forte
passione per la cultura, istituisce nel 1860 la prima biblioteca  pubblica della città.La Chelliana si trova di nuovo nella sua sede storica in via
Mazzini, Palazzo Mensini, rimasta chiusa oltre 24 anni a causa di problemi tecnici.
L'inaugurazione della rinnovata biblioteca è datata 27 giugno 2019. La nuova Chelliana è disposta su più piani; al  momento sono fruibili il
piano terra e il mezzanino. A questo livello si è organizzata l'accoglienza all'utente con il servizio di front-office di prestito, restituzione e reference e le proposte sempre
rinnovate di materiale documentario. Tutti volumi e i materiali esposti sono divisi in aree di interesse (bambini e ragazzi, saggistica,
narrativa, consultazione, periodici, video) che seguono il gusto, la curiosità e gli orientamenti del pubblico con il settore a scaffale aperto
e il conseguente rinnovamento del patrimonio. Nella Sala delle Colonne c'è un ambiente dedicato allo studio con sedie e tavoli predisposti
all'utilizzo di PC.
Nel piano ammezzato sono state collocate scaffalature da magazzino per il contenimento delle collezioni. Tutto il patrimonio della biblioteca, circa
100.000 fra libri e altri materiali, è disponibile al prestito e alla consultazione sul sito www.bibliotechedimaremma.it.

E' in programma la ristrutturazione anche del primo e secondo piano di Palazzo Mensini che ospiteranno sempre la biblioteca comunale.
Al primo piano è previsto un punto di accoglienza e di servizio di informazione e consultazione per assistenza agli utenti, sale di lettura
munite di scaffalature per le opere di consultazione e di postazioni individuali con collegamento PC in rete. A questo piano verranno collocati
la Direzione, gli uffici amministrativi e l'ufficio catalogazione  e  le sezioni bambini e ragazzi che dal piano terra passeranno a questo livello.
Al posto di questi locali a piano terra saranno create ulteriori sezioni a scaffale aperto, aumentando così l'offerta documentaria.
Al secondo piano verranno collocate l'emeroteca, la sezione locale con lo spazio dedicato alle tradizioni del territorio, la sala del materiale
antico, raro e di pregio, l'aula magna e la sala video/cineteca, adeguatamente attrezzate con strumenti per effettuare conferenze,
videoconferenze, attività audiovisive e proiezione di filmati. Questo livello rappresenterà la parte più prestigiosa dell'intero edificio in
quanto destinato ad accogliere il Centro di Documentazione dell'Identità Territoriale Grossetana e il pubblico che ne usufruirà.


*STORIA*
La prima biblioteca pubblica nella città di Grosseto si deve alla passione culturale e all’intraprendenza del canonico Giovanni Chelli.
Chelli nasce a Siena nel 1809. Ordinato sacerdote nel 1833, nel 1840 viene eletto Rettore nella Penitenzieria della Cattedrale di Grosseto.
Sono questi anni di duro impegno sociale e patriottico, manifestato sempre apertamente e anche contro le direttive dei superiori e della
Santa Sede. Pagherà tutto ciò con un lungo esilio. Tornato in Maremma nel 1859, Chelli inizia ad adoperarsi per realizzare
il grande sogno di creare in città una istituzione che fosse centro di raccolta di scritti e di oggetti d’arte, nonché fulcro (‘uno
stabilimento di civiltà’) della diffusione di conoscenza. Il primo documento ufficiale con il quale Chelli richiede l'istituzione
di una pubblica biblioteca Grosseto è una istanza presentata il 30 dicembre 1858 al Capitolo della Cattedrale, dal quale otterrà in
concessione tre stanze nei locali del Palazzo vescovile. 
La biblioteca viene inaugurata il 1° marzo 1860 con un patrimonio di circa 9000 volumi provenienti da lasciti e donazioni delle librerie di
notabili locali, come il vescovo Domenico Mensini e Domenico Pizzetti,vicario capitolare della Diocesi di Grosseto. Negli anni successivi al 1870 la biblioteca viene ospitata nel Palazzo
provinciale e solamente nel 1923 – dopo una serie di trasferimenti – viene collocata nella sua sede definitiva al piano terra della scuola
Ginnasio-Liceo Carducci-Ricasoli di via Mazzini, del quale occupa inizialmente tre soli locali. Nel 1921 monsignor Antonio Cappelli viene nominato rettore della
Chelliana e durante il periodo della sua responsabilità la biblioteca cresce, grazie agli acquisti e alle donazioni, fino a raggiungere un
patrimonio di oltre 60.000 volumi. Dal 1939 con la direzione di Maria Emilia Broli la biblioteca inizia un’opera di modernizzazione delle procedure e soprattutto di corretta
tenuta di registri, inventari e cataloghi. Ma l’accurato lavoro della direttrice viene bruscamente interrotto dalla Seconda guerra mondiale.
Il 29 novembre 1943 l'edificio di via Mazzini viene in gran parte distrutto da un bombardamento e la biblioteca rimane a lungo incustodita
ed esposta alle spoliazioni e al saccheggio. I libri rimasti sono danneggiati - un anno dopo - da una devastante alluvione, dalla quale si salvano solo la collezione di manoscritti,
rari ed incunaboli, custoditi da tempo nella canonica di Istia d’Ombrone. A guerra finita inizia la ricostruzione dell’edificio del Ginnasio-Liceo
ed alla biblioteca venne assegnato tutto il piano terra della sede di via Mazzini. Con la direzione di Luciano Bianciardi nei primi anni '50 la Chelliana
si caratterizza per una forte ripresa organizzativa e culturale e diventa un punto di riferimento centrale nella vita sociale e culturale
dei grossetani.
Nel 1966 una seconda alluvione provoca danni enormi al patrimonio della biblioteca. Gran parte delle più significative opere danneggiate sono
state recuperate grazie al lavoro e all’impegno di volontari e appassionati. Dal 1995 la Chelliana viene collocata in una sede provvisoria, in attesa
che venga completato il restauro di Palazzo Mensini. 

Per approfondimenti storici si può consultare il link all'articolo di
Anna Bonelli e Letizia Corso, La Biblioteca Comunale Chelliana: note
per una descrizione storica, in «Culture del testo»
(http://www.chelliana.it/documenti/culture1.pdf)


*PALAZZO MENSINI – cenni storici*
L’edificio è uno dei palazzi più imponenti del centro storico cittadino. Fu realizzato nel 1896 su volere del Vescovo di Grosseto, Monsignor
Giandomenico Mensini, con risorse proprie. È costituito da tre piani in muratura, con modalità costruttive tipiche dei palazzi fine ottocento.
Nel 1916 l’edificio subisce una prima diversa destinazione diventando prima Ospedale Militare, soprattutto per prigionieri della Prima guerra
mondiale, poi nel 1923 Reale Caserma dei Carabinieri. Nel 1929 l’edificio viene acquisito dal Comune di Grosseto per destinarlo a Museo
e Biblioteca a piano terra, a regio Liceo Ginnasio al piano primo e secondo. Nel 1943 l’edificio viene bombardato e ricostruito nella sua interezza.
Dal 1945 in poi il manufatto subisce poche variazioni, fino alla chiusura avvenuta alla fine degli anni Novanta per operare interventi di
consolidamento al fine di destinarlo completamente a Biblioteca civica cittadina.

Per la storia della Chelliana dagli anni Cinquanta del '900 ai primi anni 2000 si veda il volume "La Biblioteca comunale Chelliana. Storia di un
progetto, 1954-2007" di Anna Bonelli, Manziana, Vecchiarelli, 2008.
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